ENERGIE DI OTTOBRE
Aggiornamento: 2 ott

Il mese di ottobre si apre con energie che invitano al rallentamento, al silenzio e al confronto. I numeri 10, 20/2 si immergono nell’essenza del 12 e del 22/4, portano introspezione, dubbi e anche conflitto. Il doppio 10 (mese e anno) amplifica la necessità di autonomia e responsabilità personale, mentre la Ruota della Fortuna suggerisce che i cambiamenti in atto sono parte di un ciclo più ampio, che può portare sia opportunità che sfide e che la pazienza è la chiave per navigare in questo flusso senza opporvisi.
L’ombra 0, ci invita a fidarci delle potenzialità ancora invisibili ai nostri occhi, a non lasciarci travolgere dal senso di vuoto ma a rimanere presenti in ciò che è, perché proprio lì, in quello spazio, può nascere una forza creativa nuova.
La ventesima lettera ebraica, Resh (ר), rappresenta la lucidità, la capacità di riflettere e la forza della presenza mentale, del sapere chi siamo e dove stiamo andando. Ci ricorda che è nella crisi che comprendiamo ciò che appesantisce, che inquina la mente e ostacola. Resh ci richiama al silenzio, al respiro, alla calma necessaria per ritrovare equilibrio e lucidità.
In parallelo, l’Arcano XX, Il Giudizio, suggerisce che è il momento di guardare ai propri desideri senza paura, di riconoscerli come parte del nostro cammino. Se siamo in armonia, non temiamo più alcun tribunale, abbiamo superato il bisogno di giudicare e la paura di essere giudicati e possiamo liberamente ragionare con la nostra testa; se invece prevale la disarmonia, possiamo ancora rifugiarci nel bisogno di approvazione, nella dipendenza dagli altri, nel timore di deludere.
Il compito di questo passaggio è liberarci dai sensi di colpa e assumerci la responsabilità delle nostre scelte.
Questa energia nella sua essenza è associata al 10/12 rivelandosi nel 22/4. Il 12 è legato alla pazienza, alla capacità di vedere oltre le apparenze e alla ricerca di un nuovo equilibrio dove non dobbiamo più annullarci nell’altro. L’Appeso è un invito a sospendere i giudizi e le azioni affrettate, e a mettere in discussione le proprie certezze abbracciando una fase di attesa consapevole e riflessione. È un periodo in cui forzare i processi significherebbe opporsi a un ritmo più profondo, che chiede calma, ascolto e fiducia.
L’ombra del 2 (la dualità, l’equilibrio instabile) si intreccia, ricordandoci che la complessità è parte del cammino. Il 2 ci invita ad accogliere la dualità come opportunità per integrare gli opposti e trovare un nuovo centro.
La ventiduesima lettera ebraica, Tav (ת), il “sigillo”, è l’ultima lettera dell’alfabeto ebraico. Rappresenta il momento in cui l’individuo integra tutte le esperienze e chiude cicli aperti. La Tav aiuta a lasciare andare, a trasformare le conclusioni in aperture, ad accettare la fine come fase naturale della crescita.
La Tav è la lettera della verità, della capacità di assumersi la responsabilità del proprio cammino, senza autoinganni, ma anche della confusione che precede la chiarezza. Quando ci allontaniamo da ciò che è autentico in noi, perdiamo energia e vitalità; eppure, proprio da quella distanza nasce la spinta al ritorno, alla ricostruzione.
Ci ricorda l’importanza della preghiera, intesa non come recitazione, ma come strumento di guarigione e connessione che restituisce equilibrio, fiducia e protezione.
Con l’Arcano XXII, Il Matto, il percorso si chiude e si apre allo stesso tempo. Dopo aver attraversato prove, giudizi e chiarimenti, il Matto rappresenta la libertà ritrovata, la capacità di vivere senza maschere, riconoscendo che la vera libertà non è qualcosa di esterno a noi ma nasce da dentro.
Quando siamo in equilibrio, la sana “follia” del Matto è gioiosa autenticità; se invece restiamo imprigionati nella paura o nel bisogno di conformarci, rifiutando la nostra ‘diversità’, la tensione tra ciò che siamo, ciò che mostriamo e come agiamo genera conflitto, malessere e separazione.
Ottobre ci chiede di non reagire, ma di osservare, di lasciare che le cose si rivelino nel loro tempo. È un mese per ascoltare il silenzio, accogliere la complessità e fidarsi del ritmo invisibile del cambiamento.
COSA FARE
•Rallentare e osservare: dedica tempo al silenzio, alla meditazione o a passeggiate nella natura per ascoltare il tuo ritmo.
•Riflettere senza giudicare o giudicarti: usa questo mese per sospendere le decisioni affrettate e sentire cosa senti giusto per te.
•Chiudere cicli: lascia andare ciò che non ti serve più senza rimpianti ma con gratitudine per ciò che hai imparato.
•Assumerti la responsabilità di te stesso.
•Coltivare la presenza: la capacità di stare in ciò che c’è, anche nel vuoto, senza lasciarsi sopraffare, perché è proprio lì che nascono le nuove possibilità.
•Esprimerti : vivi senza maschere, abbracciando la tua unicità senza vergogna o timidezza.
• Osservare senza paura la verità oltre il velo della mente.
COSA EVITARE
•Forzare i processi: Opporsi al ritmo naturale delle cose genera solo frustrazione. Aspetta che le situazioni si chiariscano da sole.
•Giudicare te stesso o gli altri: abbandona la critica e abbraccia la compassione, verso di te e verso gli altri.
•Trattenere ciò che va lasciato andare: resistere al cambiamento è inutile, ciò che è finito ha già dato tutto ciò che poteva.
•Lasciarti sopraffare dal vuoto: il vuoto può essere un abisso, ma anche e soprattutto uno spazio fertile. Non fuggire dalla solitudine o dall’incertezza, ma rimani presente a ciò che emerge.
• Conformarti alle aspettative altrui: la vera libertà nasce dall’ascoltare la tua voce interiore, non quella degli altri.
• L’illusione e la menzogna, meglio una brutta verità che una bella bugia. La realtà per quanto dolorosa permette di affrontare i problemi e andare avanti.
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