ENERGIE DI GENNAIO
- Cristin Gioia Naldi

- 7 gen
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 8 gen

Il numero 11 e l’arcano La Forza ci suggeriscono di sentire le nostre emozioni conservando lucidità anche nelle situazioni più difficili. Rappresentano la capacità di superare gli ostacoli con coraggio e pazienza, è il momento in cui smettiamo di lottare contro ciò che è e scegliamo di stare con ciò che sentiamo. La Forza agisce quando l’istinto non viene represso né lasciato libero di ferire, ma ascoltato, indica il passaggio dalla reazione alla responsabilità ovvero non rispondo più perché sono provocato, ma perché scelgo.
L’ undicesima lettera ebraica KAF (כ) significa palmo della mano, non è il pugno o l’arma, è la parte della mano che accoglie, che sostiene, che misura il peso delle cose, è la nostra intelligenza emotiva che capisce quanta pressione usare, quando stringere e quando lasciare andare nel rispetto di noi stessi, restando presenti senza lasciarci assorbire.
Il numero 13 unitamente all’Arcano La Morte agisce come un taglio netto, è il momento in cui non possiamo più tornare a essere ciò che eravamo anche se lo volessimo, semplicemente perché qualcosa è stato completato, abbiano perso la pelle dell’Io che avevamo confuso con la nostra essenza e ciò che non è più vero cade. Questo Arcano porta tagli, chiusure, interruzioni per lasciare spazio solo a ciò che è essenziale e vitale.
Latredicesimalettera ebraica Mem(מ) amplifica questa dimensione. Mem significa acqua, l’acqua come principio di dissoluzione e rigenerazione come colui che non combatte la forma ma la scioglie per fedeltà a sé stesso e al suo movimento. Il simbolo grafico di Mem, chiuso o aperto, parla di contenimento e perdita dei confini. L’acqua non ha una forma propria, assume quella del recipiente, ma se il recipiente si rompe, l’acqua continua a scorrere e così è per noi con l'azione di Mem, le nostre forme legate alla personalità cedono, ma la vita non si interrompe, cambia semplicemente stato.
Insieme, questi quattro simboli raccontano un unico processo, prima impari a tenere (La Forza, Kaf), poi impari a lasciare (La Morte, Mem), prima sviluppi la capacità di stare con ciò che senti, poi la capacità di non aggrapparti a ciò che non sei più.
GENNAIO COSA FARE:
1. Stare con ciò che c’è, senza forzarlo.
Gennaio chiede presenza e calma, è il momento di osservare le emozioni senza correggerle. Se ci sentiamo tesi, stanchi o confusi, non cerchiamo di risolvere ma stiamo con ciò che sentiamo. Il palmo di Kaf suggerisce di reggere l’esperienza così com’è, senza aggiungere altro.
2. Semplificare consapevolmente.
La Morte lavora tagliando. Gennaio è favorevole a eliminare ciò che non serve più: abitudini, impegni, promesse fatte per inerzia. Non serve rimpiazzare subito ciò che si lascia andare, il vuoto iniziale è parte del processo.
3. Dare spazio al silenzio e al corpo.
Mem invita all’immersione. Camminare senza meta, dormire di più, ridurre gli stimoli, ascoltare il corpo prima della mente. Le risposte di gennaio arrivano più facilmente attraverso sensazioni e intuizioni che attraverso il ragionamento.
4. Accettare le trasformazioni già avvenute.
Non chiederti “cosa diventerò”, ma riconosci “cosa non sono più”. Questo mese serve a metabolizzare cambiamenti già iniziati.
GENNAIO COSA EVITARE:
1. Forzare nuovi inizi.
Evitare rivoluzioni, decisioni drastiche prese per paura del vuoto. Iniziare troppo presto significa ricostruire sulla vecchia forma.
2. Reprimere o razionalizzare le emozioni.
Evita di “farti forza” nel senso comune del termine, se qualcosa ti attraversa, lascialo passare senza giudizio. Gennaio non ama il controllo.
3. Riempire ogni spazio.
Evita di saturare il tempo con impegni, parole, spiegazioni. Il silenzio è gestazione.
4. Aggrapparti a identità superate.
Trattenere ruoli, immagini di te, dinamiche che non risuonano più crea solo stanchezza. Lascia che cadano senza processarle all’infinito, non tutto ciò che finisce va capito.
Cristin Gioia Naldi
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