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ENERGIE DI GIUGNO

  • 2 giorni fa
  • Tempo di lettura: 2 min

Eccoci nel mese di giugno con le sue energie sempre più esigenti e pressanti. Abbiamo un’energia profonda (essenza)18/9 e apparenza 16/7 associati rispettivamente all’arcano la Luna e la Torre, insieme indicano un cambiamento non più rimandabile, queste energie chiedono con urgenza rinnovamento e coraggio per superare le prove alle quali siamo sottoposti, non possiamo più prorogare, la nostra interiorità chiede attenzione. Questa energia in ombra porta con sé una buona dose di fragilità, di inadeguatezza, a volte di rinuncia ma anche una sorta di vittimismo proprio perché insieme all’arcano della Luna.


La Luna parla di bisogno di verità, di incertezze, ambiguità e di sbalzi emotivi. A volte il bisogno di rifugiarci nell’illusione ci permette di “fuggire” da qualcosa che non ci piace, creandoci una sorta di realtà alternativa, alla quale dobbiamo continuare a dare energia altrimenti inevitabilmente il sipario cade, e la realtà (quella vera) riprende il sopravvento. Ci stiamo confrontando con la sofferenza, con il dolore della ferita dell’anima o il “pesante” mal di vivere. Luna e Torre insieme possono generare ansia e paura soprattutto quando continuiamo a fuggire da noi stessi.


La diciottesima lettera ebraica corrispondente è la Tzadi (צ) che rappresenta proprio il confronto con la nostra parte ”in ombra”, il conflitto e le varie contrapposizioni che viviamo. Ci ricorda che a nulla valgono le fortezze difensive che creiamo se il nemico da combattere è dentro di noi piuttosto che fuori. Tsadi è collegata a qualcosa di adunco, indica la conoscenza, la sapienza e la scoperta che nascono dopo la discesa nelle nostre profondità, nelle parti più oscure per scoprire e conoscere quelle sensazioni, sentimenti e paure che ci abitano.

L’esortazione che sembra porci è quella di “Non aver paura, di osservare e porgere attenzione a ciò che si muove dentro e fuori di noi, senza farci ingannare dalle apparenze, portando sempre più chiarezza e lucidità.


La sedicesima lettera ebraica la Ayn (ע) “l’occhio di ogni occhio, la luce di ogni luce, la sapienza di ogni sapienza”, ci indica di considerare e guardare con l’occhio “sacro”, è la percezione profonda che va oltre le apparenze. Ogni struttura apparente, ogni “costruzione” esteriore priva di un vero significato, non ha più senso di esistere. Se riconosciamo situazioni, persone, esperienze che hanno un senso, che hanno valore da quelle che invece sono solo stanze vuote, inutili e false illusioni senz’anima saremo costretti a scegliere di conseguenza forse correndo qualche rischio che cambia un “pochino” la vita.

Racchiudo il messaggio con una frase: ”Osa, liberati, rompi le strutture che ti imprigionano…fai uscire la parte migliore di te”.



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