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NUMEROLOGIA E OSSERVAZIONE

  • 9 lug
  • Tempo di lettura: 2 min

Ieri osservavo e ascoltavo lo scorrere dell’acqua. Tutto oscilla a un ritmo costante tra un polo e l’altro.


Lo stesso avviene con le nostre emozioni, passiamo dalla gioia alla rabbia, dall’avvilimento al coraggio, cercando sempre di correggere qualcosa per stare meglio. Quando mi viene richiesta una mappa c’è sempre la necessità di superare o eliminare parti di noi, come se tutto dipendesse da quello.

Quello che spesso non comprendiamo è che non si tratta di escludere qualcosa, ma di vivere tutto, senza combattere.


Ogni energia racchiude in sé un potenziale di trasformazione. Così la paura può contenere forza, la rabbia può custodire gioia e così via. Ogni energia può rivelare qualcosa,

tutto dipende dal permettere a quell’energia di dare vita a qualcosa di più sottile, nuovo, integro e utile alla vita.


Come possiamo permettere questo?

Semplicemente notando ciò che accade, riconoscendolo e lasciandolo essere così com’è, nell’amorevole attenzione, (non nella concentrazione) senza contrastarlo, trattenerlo o volerlo cambiare. Altrimenti non faremmo altro che potenziarne la manifestazione.


È importante accogliere il dolore nel proprio cuore, essere il dolore, senza cercarne ossessivamente la causa e lasciare che esso imploda e si dissolva nell’apertura. Una liberazione, un atto di amore verso noi stessi dove l’amore stesso non ha oggetto.


Bene e male, positivo e negativo non sono forse parte di noi? Sono ambedue fonti di potere, con differenti frequenze, a nostra disposizione. Noi attraiamo costantemente ciò di cui abbiamo bisogno per la trasformazione dei nostri schemi. Il principio della polarità afferma che noi creiamo la realtà in armonia con il nostro livello di coscienza, cambiando il livello apparirà una nuova realtà. Di solito, invece ci aggrappiamo al positivo e lottiamo contro il negativo, creando automaticamente separazione. E permettiamo alla lotta e all’attaccamento di creare la nostra identità. Smettiamo di lottare contro noi stessi: nell’Essere non c’è vittima né vincitore.


«La pura osservazione è l’energia che trasforma ciò che è.

Solo dove c’è il vuoto,

può accadere qualcosa di nuovo.»

Jiddu Krishnamurti


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