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ZERO: SENZA PRINCIPIO NE' FINE

Aggiornamento: 1 ago 2022


I Maya rappresentavano lo zero con una conchiglia, simbolo uterino in collegamento con la vita fetale e grembo che attende di essere fecondato, o con una chiocciola, simbolo di rigenerazione periodica e rappresentazione delle innumerevoli possibilità e potenzialità.

Per i cinesi dallo zero possiamo estrapolare il Suono e la Luce. Da un lato lo Zero/Infinito come fattore estremo di massima concentrazione di Oscurità, e dall’altro Infinito/Zero come irraggiamento assoluto verso l’espansione e la Luce. Il semplice atto respiratorio rappresenta l’espressione dello Zero, che al momento della sua attuazione diviene Uno.

Zero è il non-respiro, e l’Uno è il respiro. Nel non-respiro entriamo in contatto con l’Unità, l’Origine, il Padre del Tempo e dello Spazio, mentre l’azione respiratoria diviene l’atto creativo espresso nell’Uno.

In Metamorfosi lo zero è rappresentato dal distacco e dalla presenza, quello spazio vitale nel qui e ora dove passato e futuro non sopravvivono...uno SPAZIO LIBERO.



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©2022 SPIRIT Blog di Cristin Gioia Naldi

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