ENERGIE CIRCOLANTI DAL 19 AL 23.1
- Cristin Gioia Naldi

- 19 gen
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 21 gen

In questi giorni siamo attraversati da un’energia che scorre e penetra in profondità, raggiungendo ciò che era nascosto e rivelandolo. Il Nome che la governa, ומב (Vav–Mem–Bet), “Acqua”, non parla di evasione spirituale, ma di immersione totale nella vita così com’è, concreta, vulnerabile, senza ornamenti né maschere.
Questa energia non chiede di migliorarci secondo ideali astratti, ma di sciogliere le rigidità interiori e ciò che ancora ci trattiene. L’acqua non combatte l’ostacolo, lo avvolge e lo trasforma nel tempo.
In questi giorni può emergere la consapevolezza di ciò che pesa, delle resistenze interiori, di vecchie paure, risentimenti, narrazioni su noi stessi che hanno perso vitalità e che tuttavia continuiamo a portare come se fossero indispensabili.
Il Nome di D_o 61 agisce come una memoria che si riattiva. Qualcosa in noi sa già come tornare a uno stato originario di semplicità e coerenza, ma ha bisogno di spazio per emergere. L’ energia dell’ Angelo Umabel custodisce proprio questo spazio, una struttura non rigida, ma affidabile, che come l’acqua fredda, sa risvegliare.
Sul piano emotivo, queste giornate amplificano il bisogno di affinità, non di compagnia per riempire il vuoto, ma la presenza amorevole della condivisione, la necessità di scambio sincero, di riconoscimento reciproco che se negata o mascherata, può trasformarsi in isolamento o in relazioni soffocanti. Umabel ci insegna che l’amore non è esclusività, ma circolazione, scambio, reciprocità.
L’ombra di questo periodo si manifesta come intossicazione mentale, emotiva, relazionale. Diffidenza, giudizi automatici, pensieri ripetitivi, dipendenze che anestetizzano la sensibilità. L’acqua ci ricorda che nulla resta isolato ma che ciò che inquiniamo in noi stessi finisce inevitabilmente per toccare anche gli altri e viceversa.
Umabel raduna le anime che si assomigliano, e che condividono una direzione e una vibrazione comune. Ci aiuta a incontrare le persone giuste, quelle capaci di accompagnarci verso il nostro vero obiettivo. Per questo è essenziale padroneggiare le emozioni negative, perché esse attirano inevitabilmente persone che le rispecchiano.
Quando questa energia è carente, l’individuo è in balia delle proprie emozioni: paura, collera, incertezza, dubbi esistenziali, affermazioni egotistiche. Incontra allora persone che rafforzano questi stati. Alla paura rispondono altre paure, alla collera, provocazioni, ai dubbi, altre incertezze. All’ego, adulatori vuoti che alimentano l’illusione. Tutto questo allontana dal proprio scopo profondo e dissemina ostacoli lungo il cammino.
Quando invece l’energia è in eccesso, l’individuo sa attrarre relazioni utili, ma rischia di farlo in modo manipolatorio. Può diventare seduttivo, simulatore, adulatore, persino bugiardo, pur di raggiungere un fine egocentrico. Le relazioni diventano strumenti e l’umanità viene sacrificata all’obiettivo, anche qui, l’acqua perde purezza e smette di nutrire.
Viviamo dunque un tempo di purificazione, pulire le acque interiori significa osservare senza giustificazioni ciò che proviamo e riconoscere le emozioni prima che diventino azioni.
In profondità, questa energia ci ricorda che siamo parte di un unico flusso, come l’acqua, non possiamo separarci dal tutto senza perdere vitalità. Ritrovare purezza non significa diventare “migliori”, ma tornare permeabili, disponibili alla trasformazione. È in questa disponibilità umana e fragile che il Nome Divino ו–מ–ב agisce come presenza che lava, collega e guarisce.
Cristin Gioia Naldi
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