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11.11.2025 D_O CHE RIVELA

Aggiornamento: 11 nov

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L’11 novembre 2025 unisce le vibrazioni dei numeri maestri 11/2 e 22/4, richiamando i temi della verità (13/4) e del riconoscimento del proprio valore (1-1). Si tratta di energie collettive, che ognuno potrà integrare secondo la propria frequenza.

In un mese che invita più al raccoglimento che all’azione, questo giorno ci riporta a ciò che siamo, al di là delle aspettative esterne.


È un tempo di svelamento, guidato dall’angelo Ariel e dal Nome Divino 46”D_o che rivela” ע־ר־י

(Ayin – Resh – Yud). La sua energia non è accomodante, è una luce che attraversa le nebbie, che dissolve illusioni e paure, e ci invita a guardare con sincerità ciò che dentro di noi chiede di essere riconosciuto.

Ariel ci sostiene nel contatto con le nostre vere aspirazioni, nell’ascolto di quella direzione interiore che forse non abbiamo ancora avuto il coraggio di seguire, ma che continua a farsi sentire.

Spesso ci lasciamo modellare dall’ambiente, dalla famiglia, dalla società e dal peso delle aspettative, perdendo il contatto con quel filo sottile che tenta in ogni modo di raggiungerci.

In giornate come questa possono emergere intuizioni improvvise, sogni significativi, coincidenze (11) che aprono nuove prospettive. Non sempre la strada che indicano appare logica o facile da spiegare, ma è la nostra, e non può adattarsi a nessuna forma esterna. Nostro compito è accoglierla.

La radice del Nome Divino ע־ר־י (Ayin – Resh – Yud) dice: “Tra le apparenze, come attraverso una nebbia, io conduco alla verità (4).”

Tutti desideriamo sentirci unici, ma pochi riescono ad accettarsi nella propria diversità. Il timore di mostrarsi per ciò che si è, nella propria sensibilità o eccentricità, genera smarrimento. Questo Nome rafforza la nostra certezza (se in accordo con il Volere Divino) e il senso di responsabilità nelle nostre vite.

Oggi siamo sollecitati a fidarci di ciò che sentiamo (doppio 11/2), anche quando non ha ancora forma o certezza, a non nascondere più quella parte di noi che da tempo chiede spazio, e a credere fino in fondo in ciò che siamo. Ogni dubbio o esitazione può trasformarsi in forza, se smettiamo di opporci alla nostra natura. Nel silenzio che segue, possiamo intravedere la verità (4) che ci appartiene, una verità che non ha bisogno di essere compresa dagli altri.


2 + 2 + 9 = 13/4

Il 13 è spesso associato a un processo di morte e rinascita, ma in senso psicologico rappresenta un punto di non ritorno, il momento in cui una parte della nostra identità, ormai rigida o difensiva, deve cedere il passo a qualcosa di più autentico (11).

Il 4 che ne deriva è la nuova forma che nasce da questa resa.

Così il 13/4 non invita a “ricominciare da zero”, ma a vivere con maggiore integrità, riconoscendo che per sentirsi vivi occorre saper morire e rinascere dentro di sé.


Energia associata al numero Archetipo 9 Yesod, la nona Sefirà dell’Albero della Vita, il luogo dove l’energia spirituale prende forma, dove l’invisibile cerca di manifestarsi nel visibile. Ma nel suo riflesso d’ombra, Yesod parla di inganno e di illusione, del vivere in un mondo di finzione e apparenze.


Yesod ci chiede il massimo sforzo di verità, di trasparenza e di oggettività. È il canale più importante dell’intero Albero, e come tale deve restare puro, sgombro, libero da ogni falsità o distorsione, affinché il flusso dell’energia possa scorrere limpido nella sua piena trasparenza.

È il luogo della comunicazione e dell’incontro, e questo scambio deve avvenire nella luce della verità. Ogni menzogna, ogni autoinganno, ostruisce il canale, velando la connessione autentica con sé stessi e con il mondo.


Vivere Yesod significa “verificare” se stessi, confrontarsi con la realtà interiore senza maschere, riconoscere la propria verità e portarla alla luce. Poiché Yesod è il Fondamento, se il fondamento è falso, tutto ciò che vi si costruisce sopra sarà falsato.

Unito al numero 4, questo Archetipo ripete con forza un’unica richiesta: verità, verità, verità.

Giornate come questa, in cui l’energia dell’11 si manifesta con forza, sembrano sospendere il confine tra spirito e materia. La luce interiore cerca forma, ma non basta la vibrazione del numero a renderla viva, ciò che la anima davvero è il modo in cui ciascuno di noi la incarna, nel concreto della propria esistenza.
L’energia si eleva solo quando l’essere umano attraversa se stesso, quando smette di cercare un riflesso e comincia a riconoscersi nella propria unicità.
Ogni individuo, è un punto di forza nel tessuto del reale. Ma se non c’è atto consapevole, se non c’è il coraggio di essere pienamente sé, l’energia resta sospesa, come un’onda che non trova riva. Nulla cambia, finché non siamo noi a cambiare la direzione del nostro passo.
Manteniamo i piedi per terra e il nostro Spirito saprà elevarsi.

Cristin Gioia Naldi


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