ENERGIE DI NOVEMBRE
- Cristin Gioia Naldi

- 31 ott
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 1 nov

Il mese di novembre si apre con energie che invitano al rallentamento, al silenzio e al confronto. I numeri 11, 20/2 e 22/4 portano introspezione, ma anche dubbi e conflitto. È un periodo in cui la parola chiave è pazienza, forzare i processi ora significherebbe opporsi a un ritmo più profondo, che chiede calma, ascolto e fiducia.
Le energie dell’11 lavorano nell’invisibile, favorendo sensibilità e percezione, possiamo sentirci più vulnerabili o instabili e insicuri, ma allo stesso tempo più recettivi. È utile concedersi momenti di quiete, condividere il tempo con le persone più affini e ritrovare uno spazio di rilassamento. Siamo in una fase di trasformazione, anche se non tutto appare chiaro, ciò che si muove in profondità ha un senso ed è sempre al servizio della nostra coscienza.
La ventesima lettera ebraica, ר Resh, rappresenta la lucidità, la capacità di riflettere e la forza della presenza mentale, del sapere chi siamo e dove stiamo andando. Ci ricorda che è nella crisi che comprendiamo ciò che appesantisce, che inquina la mente e ostacola. Resh ci richiama al silenzio, al respiro, alla calma necessaria per ritrovare equilibrio e lucidità.
In parallelo, l’Arcano XX Il Giudizio suggerisce che è il momento di guardare ai propri desideri senza paura, di riconoscerli come parte del nostro cammino. Se siamo in armonia, non temiamo più alcun tribunale, abbiamo superato il bisogno di giudicare e la paura di essere giudicati e possiamo liberamente ragionare con la nostra testa; se invece prevale la disarmonia, possiamo ancora rifugiarci nel bisogno di approvazione, nella dipendenza dagli altri, nel timore di deludere.
Il compito di questo passaggio è liberarci dai sensi di colpa e assumerci la responsabilità delle nostre scelte.
La ventiduesima lettera ebraica, ת Tav, il “sigillo”, è l’ultima lettera dell’alfabeto ebraico, rappresenta il momento in cui l’individuo integra tutte le esperienze e chiude cicli aperti. La Tav aiuta a lasciare andare, a trasformare le conclusioni in aperture, ad accettare la fine come fase naturale della crescita.
La Tav è la lettera della verità, e della capacità di assumersi la responsabilità del proprio cammino, senza autoinganni ma anche della confusione che precede la chiarezza. Quando ci allontaniamo da ciò che è autentico in noi, perdiamo energia e vitalità eppure, proprio da quella distanza nasce la spinta al ritorno, alla ricostruzione.
Ci ricorda l’importanza della preghiera, intesa, non come recitazione, ma come strumento di guarigione e connessione che restituisce equilibrio, fiducia e protezione.
Con l’Arcano XXII Il Matto, il percorso si chiude e si apre allo stesso tempo. Dopo aver attraversato prove, giudizi e chiarimenti, il Matto rappresenta la libertà ritrovata, la capacità di vivere senza maschere, riconoscendo che la vera libertà non è qualcosa di esterno a noi ma nasce da dentro.
Quando siamo in equilibrio, la sana “follia” del Matto è gioiosa autenticità; se invece restiamo imprigionati nella paura o nel bisogno di conformarci, rifiutando la nostra ‘diversità’, la tensione tra ciò che siamo, ciò che mostriamo e come agiamo, genera conflitto, malessere e separazione.
Novembre ci chiede di non reagire, ma di osservare, di lasciare che le cose si rivelino nel loro tempo. È un mese per ascoltare il silenzio, accogliere la complessità e fidarsi del ritmo invisibile del cambiamento.
✳️ Cosa fare
Silenzio, meditazione, e ascolto interiore.
Segui l’intuizione anche se la mente pensa diversamente.
Connettiti con persone o situazioni che risuonano con la te.
Fai bilanci, novembre chiude un ciclo annuale e prepara l’energia del nuovo anno.
Perdona e lascia andare vecchie situazioni o rancori.
È il momento di pianificare il 2026 con visione a lungo termine.
Lavora sulla disciplina e l’organizzazione, ma senza perdere il contatto con il tuo sentire.
Mantieni la calma, l’energia del mese può essere intensa.
Metti ordine, casa, lavoro, progetti futuri.
⚠️ Cosa evitare
Il voler controllare tutto e l’eccesso di analisi.
Le decisioni impulsive prese sull’onda dell’emozione.
L’isolamento totale, cerca equilibrio tra solitudine e relazione.
Il rimuginare sul passato o il senso di colpa.
Lasciare che la paura del cambiamento blocchi nuove opportunità.
Prendere tutto sul personale o fuggire dai conflitti.
Aspettare che gli altri ti capiscano senza esprimerti chiaramente.
Chiuderti nella routine.
Essere troppo rigido.
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